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Visualizzazione dei post da dicembre, 2014

FANTASMI

Noi siamo quelli che non sono Siamo i cani zoppi nella pioggia Dei troppi sorrisi arrugginiti Siamo i passi soli nella notte Che evaporano in suoni d'ovatta Siamo quelli che non sono mai nati I segreti più squallidi e traditi Gli orgasmi interrotti della vita Siamo i fantasmi, spugne di dolore Scemo sul divano, rotto in terra I fiori appassiti al cimitero Ignorati dai visitatori Gli eroismi ignoti, compatiti Dai profeti dei sani egoismi Siamo i casi clinici, reclusi In noi stessi, implosi nel disuso I dannati vorrei ma non posso Che stanno antipatici agli dei Siamo quelli che adesso han sempre torto I folli riscoperti dopo morti Noi siamo ciò che non siamo stati Figli d'uno sbaglio, foglie al vento Ogni tanto voliamo, ma per finta Film immaginati solamente  Il colmo della sfiga che diverte La gente che si sente migliore Se ci fruga nelle piaghe aperte Siamo malinconia senza colore Vestiti male nei giorni di festa Il disperato esserci a ogni cost

ROULETTE RUSSA

Senza farla tanto lunga, ogni disastro fa emergere facce grandguignolesche ad ogni livello di potere, ammiragli, armatori, ministri, speriamo non anche comandanti. E sarà pure vero che il Norman Atlantic era in perfetto stato, come non si stancano di ripetere i resoconti propagandistici, ma le carenze strutturali erano state rilevate, il traghetto viaggiava oltre il pieno carico e tuttora nessuno sa quanti fossero i passeggeri, inclusi i clandestini, che forse hanno acceso fuochi per scaldarsi, così come nessuno si spiega l'origine del rogo, i soccorsi a bordo che non funzionano, la totale inettitudine, la bagarre per salvarsi senza rispetto dei più deboli come ha raccontato il soprano Dimitra Theodossiu. Da quest'altra sciagura si traggono due lezioni, due conferme. La prima è che l'aumento esponenziale del turismo di massa ha incrementato di pari passo la probabilità dei sinistri combinandosi in modo micidiale con lo scadere dei livelli di sicurezza nel diportismo a

FARO 47/2014 - NATALE

Musica, musicante! E si parla anche di: Jakob - Smashing Pumpkins - Fink - Lewis & Clarke - Third Coast Kings - The Budos Band - The Coral - The Amazing Snakeheads. Più la cronaca, i commenti, le robe da matti, le cose che non vanno, gli auguri... Il Faro. Tutto dentro, anche a Natale.

Joe Cocker, il rock che commosse Woodstock

joe cocker morto musica rock

IL MIO SOCIALE

Tra gli effetti perversi di MafiaCapitale, la santificazione a feedback del mitico “sociale”: non è tutto così, le cooperative di Buzzi sono poche mele marce, c'è tantissima gente che ci crede e si spende per un mondo migliore. Davvero? La mia, di esperienza, è leggermente diversa, non sarà sovrapponibile al romanzo criminale di Buzzi e compari ma parla comunque di un ambiente improbabile, approssimativo, utilitaristico. Lo conosco, quel mondo, fin dal 1990 quando, fresco di laurea e di convinzioni edificanti, andai a fare servizio civile in una comunità di accoglienza per poi restare comunque legato, anche scaduto l'anno, ad una dimensione nella quale credevo. Fu una esperienza di cui non mi pento, ma anche perché dovetti imparare a difendermene a più livelli, non ultimo quello psicologico. L'insidia del lavaggio del cervello era perenne, sono ambienti fortemente ideologizzati, che sondano di continuo il grado di fedeltà di chi entra, per capire se potranno contarci a

Mostre contro il tempo

mostra vasco rossi renato zero

MI PIACCIA O NON MI PIACCIA

Corse e rincorse storiche. Più d'una volta ho raccontato di una passione giovane, un fumetto, quel Daniel che ha segnato la mia adolescenza e non smette di riportarmela, ne custodisco ogni albo in un apposito spazio che mi segue casa dopo casa, parte di me fin dal 1975, fanno 40 anni. Bene, ho appena scoperto la versione digitale, che ovviamente mi sono subito scaricato per dirottarla sul Kindle: che spettacolo, e vado ad immergermi per l'ennesima volta con la colonna sonora di sempre, “Paris”, il live dei Supertramp del 1981 (se non sbaglio). Per non sbagliare, pure questa in versione digitale, formato MP3.  Me ne sto qui sdraiato,  sprofondato nel passato ma proditoriamente una melanconia mi sfregia: sì, sono 40 stagioni che rispolvero questo fumetto, ho fatto in tempo a crescere, maturare (fino a un certo punto), imbiancare, perdere gente lungo la strada, perdermi io stesso, chiedermi chi sono stato, cosa sono ormai, ne ho vissute di cose e Daniel sempre qui, cambiano

NON NE VALE LA PENA

So già che mi attende una sacra demonizzazione, ma non me ne importa. Accetto tutto ma non la cassazione della logica: se esco fuori, costruisco un ordigno, cerco di ammazzare qualche sbirro, devasto, pesto e brucio, cosa sono? Per la Corte d'Assise di Torino non un terrorista ma un benemerito, a patto di farlo per squisite ragioni “No”: Notav, Nonukes, nocazzo. Cioè cascami di un'ideologia che coincide con quella della magistratura: fascista fino a tutto il dopoguerra, comunista, senza se e senza ma, dagli anni '60 in poi (e se vi pare eccessivo, andatevi a rileggere le teorizzazioni d'antan in seno a Magistratura Democratica e altrove). Vien voglia non dico di scappare da questo Paese, ma anche solo di rinunciare a criticarlo, di cercare di spiegarlo. Che ti spieghi più, se dopo una sentenza del genere subito i notav, drogatissimi, occupano un'autostrada col pieno consenso delle istituzioni? E che altro ci deve scappare per far scattare una accusa di eversion

FARO 46/2014

Eccolo qua il numero "malavitoso", come promesso. A partire dalla copertina, che da sola, come si dice, vale o no il prezzo del biglietto? Solo per chi si abbona. Su pc, kindle, tablet, smartphone, dove volete. Il Faro. Tutto dentro. 

UN FOTTUTO BISOGNO

Stavo mangiando, son capitato sul Sat 2000 dove mandavano il “Cuore” con Johnny Dorelli che fa il maestro. C'era la scena di Franti che piglia in giro Precossi perché suo padre è un alcolizzato che lo picchia. La scena è strappalacrime, che te lo dico a fare, ma io ho avuto un moto di fastidio più ripensando all'elogio snob che del teppista faceva Umberto Eco. Non l'ho mai capito. Oggi ancora meno, che son vecchio, la mando giù quella classista esaltazione del bullismo con tutti i birignao del caso, le manfrine pseudocolte, i paradossi arroganti, le strizzatine d'occhio al brigatismo ruggente. La solita rivoluzione da salotto dei baroni, dei mandarini che si schieravano sempre coi violenti che coincidevano coi loro figli, l'elogio dell'impunità che da decenni ci sta addosso come un'ombra mefitica e indisperdibile che, a forza di elogiare il Franti di turno, ci ha portati all'irreversibilità dell'infamia. Io il Franti che fa soffrire un compagno

FIORI DEL MALE

Perché i mostri, amici miei, ci sono Grumi di squallore e di ferocia Che non vuoi accettare, ma ti piace L'idea che siano atroci in vece tua  Non li guarirai con i tuoi sogni Perchè i mostri impregnano di sé Tutta la tua vita che verrà Spengono ogni sole, ogni domani Perchè i mostri, amici miei, ci sono E non è vero che si pentono Sono fiori carnivori del Male  Sono fieri di quello che sono Pura atrocità senza misura Ignorarlo non ti servirà Se li lasci ancora in libertà Loro ci riprovano, ti giuro Perchè i demoni, amici miei, ci sono E hanno intorno altri come loro Non trovano strano quell'orrore Se ne nutrono. Sentono che è buono Perchè i mostri, amici miei, ci sono

IL FIUME DI LORIS

Loris era un bambino nato per niente. Figlio di una madre bambina, pazza, che non lo amava, figlio di un padre lontano, che su di lui scaricava sospetti e certezze e frustrazioni. Loris che parlava poco, che non si fidava, lo sapeva lui perché, e aveva chiesto di fare le arti marziali, forse per l'illusione del coraggio e della forza, forse per stare in compagnia in un posto sicuro, dove fingevano soltanto di aggredirlo. E ha passato otto anni senza luce e poi il destino lo ha inghiottito come una voragine piena di denti e lo ha masticato senza pietà. Come nel peggiore degli incubi. Come nel peggiore dei film. E io, che specchio me in quel bambino esitante e forse la mia compiaciuta disperazione, sono qui che mi chiedo a cosa serve nascere, resistere, esistere così. Io non capisco più nessun senso, ma un uomo vestito di bianco o di nero non può venirmi a parlare di premi, di angeli, di pace divina. A cosa ha portato la vita di Loris, quel fiume di dolore che scorreva sempre, q

FARO 45/2014

"In giro solo negozi che chiudono, gente che si arrende. Mi ha detto stasera una: "Siamo qui dal 1955, il prossimo sarà l'ultimo giro: non è solo la crisi, non sono solo le tasse, è la burocrazia che ci mangia di più, che ogni giorno moltiplica adempimenti, obblighi, adesso anche su internet, e sfianca e sfinisce..." Copertina speciale per numero speciale. Tutta l'attualità, la rabbia, la denuncia, ma anche tante citazioni sottotraccia: le colga chi può!  Il Faro. Tutto dentro.

Nazareno Giusti, l'enfant prodige del fumetto

nazareno giusti ligabue ruggito

OGNI IMBARCO

Ad ogni partenza, qualcosa succede. Sempre. Ogni imbarco è un destino, qualcosa accadrà. L'ultima volta, non più tardi di venerdì, sono rimasto colpito dalla inesorabile casualità dei posti prenotati: manco una fanciulla gradevole, io non sono di quelli che attaccano bottone sperando in un boccone, poi non mi nascondo l'età che mi rende più simile a uno zio, è solo la possibilità di una piacevolezza, scambiar due parole, incuriosirsi fino alla discesa, la mia, la tua. Invece solo avanguardie novecentesche, la più interessante era la morte con uno scialle di lana, due occhi cattivi e la piega della bocca di chi si lamenta per missione. Ce l'avevo di fronte, un personaggio di Simenon, mi guardava che la guardavo, affascinato, e dubitava. Ad ogni partenza qualcosa si incontra, si conserva, si butta via. I lunghi minuti da riempire nelle stazioni che conosci a memoria ma ti trattano da estraneo, da numero, nessuna intimità. Ricordo gli edicolanti di mezza Italia io, semp

ROMA OLTRE LA FOLLIA

Puoi averne viste tante, scritte tante, puoi avere ricevuto tante accuse di disfattismo, di catastrofismo ma questo Paese riesce ancora a sorprenderti. Nel peggio. Già è difficile accettare che uno come Carminati, enfant prodige del terrorismo malavitoso, stenda ancora adesso, a 56 anni, le mani sulla città; ma almeno lui fa il suo mestiere, che è sempre stato quello del boss. Quello che d'altra parte colpisce, che non riesci a spiegarti, è come possa uno come Buzzi, un estremista, un boia che aveva ammazzato brutalmente una prostituta, arrivare fino nei gangli della burocrazia centrale, diventare un pezzo pregiato di quelle istituzioni che d'altra parte si premurava di ungere senza scrupoli e senza sconti, quasi fagocitandole: da destra a sinistra, passando per la banca dei grillini, e poi le multinazionali del Bene come quella di don Ciotti, fino ai compagni del Manifesto. Tutti più o meno finanziati o partecipati. Come fa un ultracomunista già condannato per omicidio a

IL MIO AMICO IL FRANCHI

A beneficio di chi si scandalizza quando parlo dei miei amici artisti sul mio blog del cazzo (lo capisco, bisogna essere professionali e farlo dietro equo compenso), vi parlerò di un amico artista. Andrea Franchi, per chi gli vuol bene “il Franchi”, sta lavorando a un nuovo disco per il quale, come ho accennato in altra sede , tenta la strada del crowdfunding. Anzitutto gli lascio la parola, perché è parola di artista, umile e orgogliosa: “Sto chiedendo a Voi amici più cari una collaborazione, un gesto, per questo nuovo e terzo album. Un piccolo pensiero da parte Vostra per me può essere determinante per raggiungere un bel risultato e promuovere il disco, (bastano pochi euro) ma se proprio non ti va o non puoi, un aiuto importante sarebbe condividere questa iniziativa sui tuoi canali con i tuoi amici (facebook, twitter, mail, mettendo il link http://www.musicraiser.com/projects/3168-nuovo-album ) e iscriverti al sito per seguire l’andamento del mio progetto. In questo modo sarà po

FARO 44/2014

Quello che non trovi sul blog. Che va più giù, fino in fondo. Che non leggerai altrove, mai. Quello che viene su dalla rabbia e dal silenzio. Che solo tu puoi far vivere, leggendo. Quello che ti arriva ogni sabato, puntuale, in posta elettronica, partisse anche da un treno in puntuale ritardo. La tecnologia aiuta, ma il Faro è sempre orgogliosamente scritto dentro, prima. Fuori dal tempo ma dentro al mondo. Il Faro. Tutto dentro.

Bobby Keys addio

Bobby Keys biografia